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L'elmo VF1

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STORIA DELL'ELMO VF1 (ex Violini, ex Mispa, ex Pirelli)
Tratto da "115 Codice Rosso" di marzo '08

di Claudio DI FRANCESCO









Quante ore abbiamo passato insieme, fedele compagno di lavoro? Sempre sopra la nostra testa, a guardia dei pericoli che incombevano durante gli interventi, dai più semplici ai più complicati. Lui stava lì, in attesa, giorno e notte, appoggiato sul sedile dell’autopompa e poi, un suono di allarme e… tutti sull’automezzo, pronti a partire con il nostro amico ben calzato sul capo.

Stiamo parlando chiaramente dell’ormai pensionato “Classico Elmo da intervento” dei pompieri italiani meglio noto come Violini o Mispa o VF1, nomi che sono mutati nel corso dei 53 anni di onorato servizio nel C.N.VV.F.
La sua introduzione avviene nel 1950, per sostituire l’ormai vetusto modello Nazionale 1938, da parte della ditta Violini di Milano che presenta questo tipo di elmo realizzato con un impasto di resine e tessuti, di colore nero e con la bardatura interna in cuoio realizzato dalla ditta f.lli Sarchi di Pavia.
Saltano subito all’occhio i vantaggi: leggerezza e rinnovata robustezza, dielettricità e moderno design.
L’elmo si presenta quindi rivoluzionario per la composizione del materiale di costruzione; infatti fino a questo momento gli elmi antinfortunistici, o meglio gli elmi per i pompieri derivati dai modelli militari, erano realizzati in cuoio (con valenza più estetica che protettiva) o in metallo.
Inizialmente l’elmo reca sul fronte la classica fiamma in ottone del Corpo nazionale con il numero del comando al centro, tale numero, nei modelli successivi costruiti dalla Pirelli di Torino verrà poi sostituito con la croce. Negli anni a seguire la Violini di Milano viene rilevata dalla Mispa di Torino che continua la produzione di questi elmi per tutta Italia con il suo marchio, ma mantenendo sempre la medesima composizione (tessuto e resine). Sostituisce però la bardatura interna in cuoio con una più moderna in plastica e simil-pelle e realizza il fregio in materiale plastico. Fino al 2003 , data del suo pensionamento, questo elmo ha cambiato “papà” diverse volte; infatti si sono susseguite nel corso del tempo varie ditte per la sua costruzione: oltre la Violini, la Pirelli e la Mispa già citate seguiranno la Mojaloni di Roma, la Sureco, la Lombarda e, in ultima battuta la Sicor di Pero (MI) . Chiaramente, con tutti questi passaggi, il “nostro amico” pur mantenendo la medesima forma ha subito cambiamenti a livello di materiale e accessori, si è passati infatti a costruirlo utilizzando vetroresina verniciate e ad applicargli le strisce giallo/bianche alta visibilità dotandolo infine di un ampia visiera trasparente protettiva e di una mentoniera.





Ma il nostro elmo non si è limitato a lavorare solo in Italia, infatti negli anni 60 è stato per un certo periodo oggetto di studio e prova presso i Sapeurs Pompiers francesi, qui venne testato in una versione non colorata (risultava color marrone grezzo) in quanto pensavano di adottarlo come elmo ufficiale, anche se, forse un po’ per campanilismo alla fine preferirono continuare ad utilizzare il loro vecchio modello 1933 inox di produzione francese. Invece ha trovato degno impiego presso i Bomberos di Santiago del Cile dove ha esibito un fregio con la fiamma numero 11 smaltato su fondo verde della Bomba Italia Compagnia 11 de Santiago de Chile”.
E’ stato utilizzato anche in Svizzera nel Canton Ticino, in Spagna, a San Marino e in Vaticano sostituendo la croce al centro della fiamma con il sigillo papale; inoltre ha lavorato per parecchio tempo con i pompieri aziendali di varie fabbriche: Fiat, OM, Pirelli, Alfa Romeo… etc. a volte impreziosito con un particolare fregio.
Nelle nostre regioni autonome come il Trentino e la Valle d’Aosta ha prestato servizio esibendo strisce bianche a Bolzano, fregi di vecchia fattura nella parte Trentina o adesivi con la riproduzione del Leone Valdostano (simbolo regionale) nella “Vallè”.
Insomma, che altro aggiungere? Davvero una carriera invidiabile!!!
L’elmo rimane in servizio presso i corpi permanenti e volontari fino al febbraio 2003, data in cui viene sostituito dal “modernissimo e fantascientifico Sicor VFR2000.
Certo il suo pensionamento è stato accolto con entusiasmo dalle nuove leve, perchè il nuovo VFR2000 è davvero superiore in fatto di protezione e comfort, ma ha sicuramente procurato un po’ di nostalgia agli “Anziani”. Anche a me, che magari tanto anziano non sono, un sospiro mi viene quando in caserma lo rivedo lì, appoggiato dentro il mio armadietto a godersi il meritato riposo.

Claudio Di Francesco











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