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La vera storia dell'Isotta

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LA VERA STORIA DELL'ISOTTA
Tra mito, leggenda e realtà

di Giuseppe MASCHERPA







Documentazione Isotta Fraschini 8A
Documentazione Isotta Fraschini 8A


Si racconta che la contessa, il conte, la ditta, e chi più ne ha più ne metta, la regalarono ai pompieri milanesi … in realtà i documenti dicono che nel lontano luglio 1939, in piena trasformazione da Civici pompieri a Corpo Nazionale, il comandante del Corpo Provinciale dei VVF di Milano volge istanza al prefetto (controllore del Corpo) per l’acquisto di un’autovettura Isotta Fraschini 8A con la motivazione di dotare il Corpo di un’autovettura-pompa per l’ufficiale di servizio, autovettura sufficientemente veloce da anticipare sui sinistri, le nuove autopompe IF 8A in corso di acquisizione (molto più veloci dell’ormai vetusta autovettura Fiat 508 in dotazione).
L'Isotta Fraschini 8A è una vettura innovativa, è la prima ad essere dotata di un motore a 8 cilindri in linea con potenza di 61 HP e 7370 cc. di cilindrata.
Al fine di perorare l’acquisto della vettura dalla ditta Silvani (un’autofficina specializzata in forniture di automezzi per aziende di servizi, ambulanze, autoinnaffiatrici, mezzi per la Nettezza Urbana, ecc. e per questo già fornitrice dei Civici Pompieri milanesi) si indica la vettura come “poco circolante” perché sotto sequestro poco tempo dopo l’immatricolazione, e necessitante di solo minimi interventi (batterie e gomme). In realtà l’automezzo, una coupè de ville immatricolata nel 1929, ha circolato fino al 1937 passando di proprietà, prima di una ditta, poi di alcuni appartenenti alla borghesia meneghina.
Da un’approfondita ricerca si può spiegare parte delle leggende legate al lascito; in quegli anni (marzo 1940) una segnalazione del capo distaccamento di Lissone informa il Comandante che il Podestà, signor Cagnola, ha donato un autotelaio Isotta Fraschini 8A ai pompieri milanesi perché lo allestiscano a servizio antincendio. Tornando alla storia che ci interessa troviamo che il prefetto di Milano aderisce ed approva l’acquisto della “vecchia signora” per la cifra di settemila lire.
Successivamente, nel dicembre 1939, vengono approvate le spese per la sua trasformazione con incarico alla ditta Schieppati per la carrozzeria e per gli adattamenti (9.180 lire), la ditta Bergomi infine per altre 18.339 lire applica una pompa centrifuga in bronzo modello 2400/15F con adescamento a pistoni. Così, nell’agosto 1940, la nuova vettura-pompa, lasciata la targa civile MI 9590, assunta la nuova targa del Corpo VF 433 e una nuova e fiammante livrea rossa, può sfrecciare per le strade milanesi e svolgere la sua nuova funzione tra le fila dei pompieri meneghini.
Nel 1953, lasciato il servizio per limiti di età ma ancora funzionante, viene allocata nel museo del Comando provinciale. Dopo un lungo periodo di riposo, per volere del Comandante, ing. Carmelo Miggiano, rivede la luce, riportata agli antichi splendori, presto acquisisce notorietà partecipando a raduni e manifestazioni, i pompieri milanesi le sono affezionati e, come una madrina di famiglia accompagna molti di loro e le loro spose all’altare.
Molti i personaggi che si sono fatti fotografare accanto a lei nelle varie manifestazioni (tra tutti l’astronauta sovietico Anatoly Berezovoi).
Il fascino che trasmette con la sua eleganza, con la sua linea ma, soprattutto con la sua storia l’ha resa famosa in Italia e non solo. Fama ben riposta se si pensa che la “vecchia signora”, dopo il primo oblio come vettura signorile, e rinata nella sua nuova veste nel 52° Corpo di Milano, nel rispetto del motto “IN ADVERSIS SECURI” (Sicuri nelle avversità) è sempre stata presente in tutti gli eventi drammatici che ha vissuto la città di Milano. In particolar modo durante i tragici eventi del secondo conflitto mondiale dove il Corpo dei pompieri, unica struttura rimasta al proprio posto, sotto gli incessanti e devastanti bombardamenti assicurava con la sua presenza e quella del Comandante ing. Antonio Tosi tutte le richieste di soccorso e di aiuto ai cittadini milanesi.

…..Grazie Isotta !...

Giuseppe Mascherpa





NB. Colgo l'occasione per ringraziare l'amico Robero Villa ex vigile del fuoco (ai tempi autista e per i colleghi el "Villin" oggi, pilastro del museo VV.F. di Milano), che... unto dal sacro fuoco della ricerca della verità storica mi ha seguito sulla via della demolizione delle leggende metropolitane, e, approfittando della desertificazione che si forma nella calura estiva negli uffici del PRA milanese, tampinando gli addetti ai lavori rimasti è arrivato ai documenti appartenuti alla nostra signora prima della sua entrata nel corpo.






Qui di lato puoi trovare tutta la documentazione relativa all'Isotta Fraschini tipo 8A targata oggi VF 433: proposta di vendita da parte della società Giuseppe Silvani, autorizzazioni all'acquisto e successivamente all'allestimento per il servizio antincendi, nonchè la ricevuta e il verbale di collaudo. In alto invece puoi visionare il documento composto da due facciate del foglio matricolare rilasciato dal PRA (pubblico registro automobilistico) presso l'allora Reale Automobile Club D'Italia.




Proposta acquisto vettura
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